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La biblioteca di Babele

Le cinque rotazioni in corso nell’azionario globale


Ecco allora che l'America scuote l'albero con i dazi e con la sua forte crescita, la Cina lo scuote con l'innovazione e una crescita doppia rispetto a quella americana mentre è l'Europa a raccogliere i frutti, almeno in borsa. Continuerà a essere così ancora per qualche tempo, forse sarà la nota dominante del 2025.

Perché le borse europee continuino a fare bene è sufficiente che non ci sia una recessione globale (che quest'anno non ci sarà), che ci sia un po' di crescita europea (che ci sarà), che la Bce continui a tagliare i tassi (cosa che farà, nonostante l'inflazione nei servizi sia sopra il 4 per cento) e che le politiche ambientali diventino un po' meno autolesioniste (cosa che succederà con l'uscita dei verdi dal prossimo governo tedesco).

La nube grigia, per l'Europa, resta quella dei dazi. L'America non li applicherà all'Europa se l'Europa li metterà alla Cina. Ma se questo succederà, la Cina li applicherà all'Europa, che ne resterà penalizzata. Occorrerà però qualche mese, in ogni caso, per capire come evolveranno le cose.

Quanto ai protagonisti che di solito catturano l'attenzione dei mercati, la Fed fa di tutto per non farsi notare, Bessent è impegnato nella stabilizzazione dei Treasuries e Trump, dopo i primi giorni pirotecnici, è entrato in una fase più tranquilla. Attenzione, però, la calma è solo apparente.
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