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Isee 2025, titoli di Stato e buoni postali fuori dal calcolo: pubblicato il decreto in Gazzetta

Si potrà aggiornare l'Isee a partire dal 5 marzo. Per beneficiare delle novità sarà necessaria una nuova domanda

Economia
Isee 2025, titoli di Stato e buoni postali fuori dal calcolo: pubblicato il decreto in Gazzetta
(Teleborsa) - Dal prossimo 5 marzo 2025 entrerà in vigore il nuovo regolamento sull'Indicatore della Situazione Economica Equivalente (Isee), utilizzato per determinare l'accesso a varie prestazioni sociali agevolate. Il decreto del presidente del Consiglio dei Ministri del 14 gennaio 2025, n. 13, che introduce modifiche al regolamento Isee è stato pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale. La modifica si è resta necessaria in attuazione della norma contenuta nella Legge di Bilancio 2024 che prevede l'esclusione dal calcolo dell'ISEE di Buoni del Tesoro Poliennali (BTP) e strumenti di risparmio postale garantiti dallo Stato, come buoni fruttiferi postali e libretti di risparmio postale, fino a un massimo complessivo di 50mila euro.

Si attende ora la modifica del modello per la DSU della piattaforma per la DSU Precompilata, la dichiarazione sostitutiva unica resa disponibile dall'INPS al dichiarante per il rilascio dell'Isee.

Dal momento che il termine ultimo per presentare l'Isee (ed evitare di ricevere l'assegno-base) è fissato al 28 febbraio, "le famiglie che hanno Btp o gli altri titoli – sottolinea Milano Finanza – saranno costrette a presentare una seconda domanda. Gli Isee rilasciati prima dell'entrata in vigore delle nuove norme restano validi, fatto salvo il diritto a richiedere una nuova attestazione. Ma si potrà aggiornare l'Isee non appena il decreto sarà in vigore, ossia a partire dal 5 marzo, e quindi l'Inps sarà tenuto a effettuare i conteggi sulla base del nuovo attestato per chi deciderà di presentare un nuovo modello".

Nel nuovo regolamento anche aggiornamenti su come calcolare i redditi dei componenti del nucleo familiare, con esclusioni specifiche per i trattamenti percepiti in ragione della condizione di disabilità e l'introduzione di una detrazione per i nuclei familiari che risiedono in abitazioni in locazione, fino a un massimo di 7mila euro annui, incrementati di 500 euro per ogni figlio successivo al secondo.




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