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Tassazione pensioni percepite da italiani in Bulgaria, rebus interpretativo da risolvere: analisi di MFLaw

Economia
Tassazione pensioni percepite da italiani in Bulgaria, rebus interpretativo da risolvere: analisi di MFLaw
(Teleborsa) - Significativa inversione di rotta da parte dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS riguardo alla tassazione delle pensioni percepite dagli italiani residenti in Bulgaria. Lo mette in luce la nuova analisi di MFLaw Società tra Avvocati per Azioni sottolineando che la questione sta suscitando perplessità e solleva un complesso rebus interpretativo che merita un approfondimento dettagliato.

La Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Bulgaria, ratificata nel 1990, stabilisce che le pensioni siano tassate nel Paese di residenza del contribuente. Secondo l’articolo 1, comma 2, lett. B della Convenzione, per essere considerato fiscalmente residente in Bulgaria, un contribuente deve essere iscritto all’AIRE e possedere la “nazionalità bulgara”. Sebbene il termine “nazionalità” possa suscitare dubbi interpretativi, esso è stato tradizionalmente inteso come un rafforzativo della nozione di residenza, che include sia aspetti culturali e sociali che formali.

Fino al 2023, gli italiani residenti in Bulgaria iscritti all’AIRE hanno sempre tassato le pensioni percepite in Bulgaria, senza contestazioni da parte dell’Amministrazione finanziaria. Tuttavia, a partire dal 2023, la posizione erariale ha subito un cambiamento radicale. L’Agenzia delle Entrate (con Risposta n. 244 dell’8 marzo 2023) e l’INPS (Messaggio n. 1270 del 3 aprile 2023) hanno ora interpretato il termine “nazionalità” come sinonimo di “cittadinanza”. Questo cambiamento implica che, per essere considerati fiscalmente residenti in Bulgaria, i pensionati italiani dovrebbero non solo essere iscritti all’AIRE, ma anche acquisire la cittadinanza bulgara. Tale interpretazione solleva interrogativi, in quanto la legislazione bulgara consente l’attribuzione della residenza fiscale anche a chi non possiede la cittadinanza bulgara.

Inoltre, i termini “nazionalità” e “cittadinanza” non sono del tutto sovrapponibili, dato che la “nazionalità” ha un valore più ampio, richiamando un senso di appartenenza culturale e sociale, mentre la “cittadinanza” si riferisce a un legame formale con lo Stato. Un altro aspetto critico riguarda il recupero fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate. Nonostante la nuova interpretazione, il recupero delle imposte dovrebbe essere avviato solo a partire dal 2023, anno in cui i contribuenti sono stati informati della nuova posizione dell’Amministrazione. L’assenza di precedenti chiarimenti ufficiali sull’interpretazione della “residenza fiscale bulgara” e della “nazionalità” ha determinato una situazione di legittimo affidamento per i pensionati italiani residenti in Bulgaria. Pertanto, un recupero fiscale retroattivo per gli anni precedenti al 2023 non appare conforme al principio di "legittimo affidamento" previsto dalla normativa.

Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate ha avviato il recupero fiscale anche per le annualità antecedenti al 2023, generando incertezze e disagi tra i pensionati italiani in Bulgaria .MFLaw Società tra Avvocati per Azioni sottolinea la necessità di un chiarimento urgente da parte dell’Amministrazione finanziaria. Con il numero elevato di pensionati italiani coinvolti, è fondamentale che venga definito con maggiore precisione il luogo di tassazione delle pensioni percepite in Bulgaria, stabilendo anche con chiarezza le modalità operative per il recupero d’imposta. Un intervento strutturato e definitivo da parte dell’Agenzia delle Entrate è essenziale per risolvere le ambiguità interpretative e garantire una gestione trasparente e giusta della questione.
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