(Teleborsa) -
Settimana molto positiva per il petrolio, che beneficia delle
minacce di Trump all'Opec+ e delle
previsioni meno pessimistiche sulla domanda mondiale nel medio-lungo periodo. E' quanto emerge dal report di lungo periodo della compagnia energetica olandese Vitol, che ogni giorno gestisce circa il 7% del greggio trattato a livello globale.
Frattanto, sulle principali piazze petrolifere, le
quotazioni del greggio sono rimbalzate sin dalla scorsa settimana, proprio sulla minaccia dei dazi da parte di Trump. Il
WTI statunitense (
Light crude) segna un forte incremento del 2,61% a 74,42 dollari al barile, mentre il
Brent del Mare del Nord registra una crescita dell'1,7% a 76,99 dollari al barile. Gennaio è stato un mese positivo per il greggio che nel complesso ha guadagnato l'1,8% (WTI).
Atteso un picco a fine decennio Secondo il
report di Vitol, la domanda globale di petrolio probabilmente continuerà ad aumentare, per raggiungere un
picco di 110 milioni di barili al giorno alla
fine di questo decennio ed è probabile che rimanga a questo livello finché non inizierà il declino a partire dalla metà del decennio successivo.
Entro il 2040, si prevede che scenderà
ai livelli attuali di circa 105 milioni di barili al giorno.
La previsione di basa su un
effetto compensazione della domanda che, pur accusando l'impatto negativo dell'aumento della
mobilità elettrica e dell'impiego dei bio-carburanti nel settore dell'aviazione, sarà ripianata da un aumento della domanda da parte di altri settori, come quello
petrolchimico.
"L’aumento della popolazione, dei redditi e dell’urbanizzazione stanno facendo aumentare la domanda di plastica a livello globale e, nelle economie emergenti, si registra anche un aumento nelle attività residenziali e fra le PMI", si legge nel report di Vitol, che prevede anche una domanda sostenuta per l'aviazione, che "aumenterà fino a rappresentare il 10% del barile di domanda entro il 2040, rispetto al 7% di oggi. L'adozione di il carburante sostenibile per l’aviazione (SAF) aumenterà probabilmente nel periodo di previsione , ma è improbabile che sia sufficientemente elevato da modificare una tendenza al rialzo per la domanda di jet fuel".
Previsioni in contrasto con le precedentiLe previsioni formulate da Vitol rimettono in discussione quanto precedentemente
stimato dall'AIE - Agenzia Internazionale dell'Energia, secondo cui la domanda di petrolio avrebbe raggiunto un
picco di 105,6 milioni di barili nel 2029, per poi ripiegare con l'aumento della mobilità elettrica e la diffusione di carburanti sostenibili per l'aviazione.
Stime condivise anche da BP, che aveva previsto un picco della domanda petrolifera alla fine di questa decade ed un massiccio ridimensionamento attorno ai
91,4 mbg al 2040.
La situazione attualeLa domanda di greggio sin dallo scorso anno sta scontando
previsioni economiche più grigie, sia per l'economia mondiale sia per l'economia cinese, che si conferma in rallentamento. Fattori che hanno spinto l'Opec+ a rinviare più volte il previsto aumento produttivo nell'intento di sostenere i prezzi.
Ma l'avvento di
Trump e l'annuncio di una politica intransigente fondata sui
dazi alle importazioni ha cambiato le carte in tavola, a causa del rischio di aumento delle tensioni geopolitiche e dell'impatto negativo sulla crescita dell'economia mondiale. In più, il Presidente americano ha
sollecitato il cartello ad abbassare i prezzi per contribuire a porre fine alla guerra fra Russia ed Ucraina. E mentre si attende la risposta dell'Opec+, alcuni delegati anticipano l'intenzione di aumentare la produzione di petrolio dal mese di aprile.
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