(Teleborsa) - Partita lunedì 17 marzo, l’OPA di
Banco BPM raccoglie già oltre il 50% del capitale. Dopo le adesioni di Poste, Fsi e dei top manager, Piazza Meda poteva già contare su una quota del 43% circa, nel portafoglio di
Anima, ora raccoglie la disponibilità del gruppo Caltagirone a consegnare le proprie quote.
Con l'annuncio del gruppo che fa capo all'imprenditore capitolino Francesco Gaetano Caltagirone, dunque, risulta di fatto raggiunta e superata la soglia minima per l'efficacia dell'OPA indicata dal prospetto al 45%. Il gruppo lo ha comunicato con una nota ricordando di essere titolare di un pacchetto azionario pari al 5,84% del capitale della società dei fondi d'investimento (quindi uno 0,6% in più rispetto al 5,2% precedentemente comunicato).
Il periodo di adesione si concluderà il prossimo 4 aprile.
La soglia prevista da Banco BPM del 66,67% delle quote sembra ora a portata di mano: considerando che Piazza Meda aveva già in portafoglio il 22% del capitale (Poste Italiane con l'11,7%, Fondo Strategico Italiano con il 9,6% e alcuni manager di Anima con l'1,5% avevano già dichiarato l'adesione all'offerta) ora l'OPA lanciata dall'istituto guidato da Castagna ha raggiunto la maggioranza con il 50,64% del capitale, quindi può disporre del sostanziale controllo di Anima.
Nel pieno dell’offerta, l'
AD di Banco BPM, Giuseppe Castagna si mette in viaggio verso Roma, destinazione Palazzo Chigi, per un incontro che durerà poco meno di un'ora.
Non è il primo manager a varcare il portone di Piazza Colonna. All’inizio di marzo, infatti, anche il CEO di Unicredit, Andrea Orcel in missione a Roma, ha incontrato Gaetano Caputi, capo di gabinetto della premier Giorgia Meloni, dopo aver visto il governatore di Banca d'Italia, Fabio Panetta, e il presidente della Consob, Paolo Savona.
Cresce, nel frattempo, l'attesa per il
verdetto della BCE sull'utilizzo del
Danish Compromise. Se venisse concesso consentirebbe a Castagna di risparmiare capitale e destinare un ulteriore miliardo di euro per remunerare i propri azionisti nel triennio 2025-2027.
Secondo quanto si apprende, questa settimana potrebbe essere sciolto il nodo del cosiddetto sconto danese. Da Piazza Meda sono fiduciosi nella sua applicabilità, sulla base delle attuali disposizioni normative. Ma la decisione finale spetta alla BCE che deve valutare se concedere l'autorizzazione necessaria.