Stoccolma è di nuovo in fiamme. Nulla placa la rivolta
(Teleborsa) - Altra notte drammatica a Stoccolma, dove sono proseguite le violenze iniziate lunedì scorso, quando è scoppiata la rivolta degli immigrati. Ormai la nazione più tranquilla ed ordinata d'Europa sta mostrando il peggio da cinque giorni e non sembra che la violenza sia destinata a placarsi.
La scorsa notte ancora atti di vandalismo puramente gratuiti nella periferia della capitale, il quartiere Husby, situato a nord della città ed abitato soprattutto da immigrati provenienti da Turchia, Libano, Siria, Iraq e Somalia.
Dieci auto in fiamme, un commissariato e due scuole sono il bilancio dell'ultima nottata, che nuovamente non conta feriti, anche perché la popolazione ormai è barricata.
Il governo, ieri, ha dovuto chiedere rinforzi in altre parti del Paese, dopo i ripetuti assalti alle stazioni di polizia, le auto bruciate ed atti di vandalismo di vario genere. I pompieri hanno ricevuto centinaia di chiamate per incendi e roghi.
E' un colpo per la Svezia, il Paese più pacifico ed ospitale d'Europa, dove c'è una forte concentrazione di immigrati, attirati dalle politiche di favore nei confronti delle diverse etnie. Si stima che il 15% della popolazione sia composto di immigrati, provenienti da tutto il mondo.
Ad accendere la miccia delle proteste è stata l'uccisione, lo scorso 13 maggio, di un uomo da parte della polizia, che ancora non ha reso noto la nazionalità della vittima. La protesta è iniziata lunedì scorso, in un quartiere a nord della città, Husby, abitato soprattutto da immigrati provenienti da Turchia, Libano, Siria, Iraq e Somalia.
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